Le Chiese Leonine

Le Chiese Leonine sono quegli edifici accomunati da essere stati realizzati o ristrutturati tra il 1846 e il 1878, per disposizione del Vescovo di Perugia Vincenzo Gioacchino Pucci, il futuro Papa Leone XIII. Le chiese che rientrano in questa categoria sono poco più di cinquanta a cui si aggiungono quelle che sono state realizzate o ristrutturate anche durante il periodo di pontificato.

Le strutture sono distribuite nel territorio umbro, in quello che rientra nell’Arcidiocesi di Perugia Città della Pieve, in un’area delimitata dalle città di Perugia, Marsciano, Castiglion del Lago e Orvieto.
La presenza del laterizio come materiale da costruzione e decorativo è un elemento ricorrente, in particolare sulle chiese che si ergono lungo la via Marscianese, che unisce Perugia a Marsciano, e che prende anche il nome di “via del laterizio” per le numerosi fornaci una volta presenti nel territorio lungo la via collinare. Frequente è anche l’utilizzo della pietra serena, una pietra arenaria di colore grigio, estratta dalle cave del territorio umbro.

Tra le caratteristiche architettoniche comuni delle Chiese Leonine sono la pianta a croce greca o latina. Il disegno a croce greca è definito da una ugual lunghezza della navata e del transetto che si intersecano nella loro metà, diversamente dalla croce latina in cui la navata e il transetto sono di lunghezze diverse. La facciata, e quindi la struttura prospettica, si presenta a campana semplice o con una serie di spioventi.
Altri attributi distintivi delle Chiese Leonine sono la presenza di un rosone, di un portale, un sottogronda decorato, e di una torre campanaria accorpata o isolata rispetto struttura principale della chiesa.
Lo stile di costruzione è neoromanico o neogotico, quindi con similitudini dello stile medioevale e gotico.

Piante architettoniche degli edifici

Nell’architettura neoromanica vi è una ripetizione della struttura della campata, che nella navata centrale si presenta a base quadrata, e corrisponde all’area di due campate nelle navate laterali. Le mura sono molto spesse e robuste, con elementi sporgenti e rientranti. Sono spesso utilizzati oltre alle colonne, anche pilastri in forma semplice e compositi, come i pilastri cruciformi con semicolonne addossate. Il materiale utilizzato per le murature non è mai lasciato a vista, ma intonacato e affrescato. Gli archi sono a tutto sesto e le finestre sono ad arco.

Nell’architettura neogotica il peso della struttura non è più assorbito dalle pareti, ma è distribuito su pilastri all’interno e nel perimetro dell’edificio, insieme a strutture secondarie come archi rampanti e contrafforti che si protendono anche verso l’esterno della struttura. Lo svuotamento della parete dai carichi permise la realizzazione di pareti libere di aprirsi in finestre e vetrate e nel contempo la possibilità di sviluppare verso l’alto l’edificio con notevoli altezze.